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Stipendi a rate e nuvole nere, al Responsible è agitazione

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Mentre prosegue il presidio di ex addetti alla ristorazione (che erano contrattualizzati da una ditta esterna) e sindacati, le organizzazioni di categoria del comparto sanitario proclamano lo stato di agitazione dei dipendenti del Responsible Research Hospital.
La mobilitazione porta la firma di Fp Cgil Molise, Cisl Fp Abruzzo Molise, Uil Fpl Molise e Fials Molise. La decisione è stata presa – si legge in una nota – in risposta al parziale pagamento degli stipendi di agosto e al mancato accredito dei rimborsi fiscali.
Le sigle sindacali hanno informato il prefetto di Campobasso Michela Lattarulo «della grave situazione, sottolineando la mancanza di comunicazioni chiare da parte della Direzione aziendale in merito alle azioni intraprese per affrontare la forte crisi finanziaria. Questa assenza di riscontri ha aggravato lo stato di incertezza economica e psicologica dei lavoratori».
Nonostante la Regione Molise abbia confermato l’avvenuto pagamento di alcune spettanze al Responsible (lo riferiscono le segreterie regionali delle organizzazioni), i sindacati esprimono forte preoccupazione sulla solidità economica della struttura.
«La domanda che sorge spontanea è: se il Responsible dipende da un flusso continuo di pagamenti regionali per onorare le retribuzioni, riuscirà a garantire le spettanze dei propri dipendenti in futuro senza questo supporto? La situazione attuale, con il parziale pagamento degli stipendi, solleva seri dubbi sulla capacità dell’azienda di operare in modo finanziariamente autonomo», rilevano i segretari di Fp Cgil (Amantini e Valvona), Fp Cisl (Rosati e Priston), Uil Fpl (Corbo e Fraticelli) e Fials (Iannone).
In attesa di essere convocati per un tavolo di confronto, le organizzazioni sindacali hanno richiesto l’avvio immediato delle procedure di raffreddamento e conciliazione, come previsto dalla legge, per trovare una soluzione tempestiva alla vertenza. Qualora non si ottengano riscontri risolutivi, si riservano di attivare ulteriori forme di mobilitazione, inclusa la proclamazione di sciopero.
Intanto davanti ai cancelli prosegue il presidio di protesta dei 16 ex addetti alla ristorazione dell’ospedale (erano 17 ma una dietista sarebbe stata contrattualizzata direttamente da Responsible) che dal 1 settembre sono senza lavoro. La cooperativa per cui lavoravano ha infatti disdetto l’appalto e, pochi giorni dopo, i locali mensa sono stati chiusi perché impraticabili. Impossibile, quindi, per loro essere riassunti dalla società subentrata alla coop Eraclya solo per pulizie e sanificazione.
Ai rappresentanti della politica molisana, di “ogni ordine e grado”, i sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs – che stanno seguendo la vertenza – chiedono di dedicare lunedì un’ora del proprio tempo, dalle 11 alle 12, per recarsi in largo Gemelli a Campobasso e ascoltare «le ragioni, il dramma e l’incubo che stanno vivendo i 16 lavoratori che hanno perso l’occupazione».
Per i sindacati non si tratta di una questione di deleghe o competenze «ma di una questione di civiltà umana e di necessario sostegno a questi lavoratori».

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