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Sit-in al Responsible: «Nessuna soluzione, noi restiamo qui»

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Prosegue davanti ai cancelli del Responsible Research Hospital, in largo Gemelli a Campobasso, il sit-in delle organizzazioni sindacali a tutela degli ex addetti alla mensa della struttura sanitaria che dal 1 settembre non hanno più un posto di lavoro.
All’indomani del vertice convocato in Regione dal presidente Francesco Roberti, che si è detto disponibile a chiedere un incontro con la proprietà dell’ospedale per capire se ci sono le condizioni per il reintegro delle 16 unità, i segretari delle tre sigle che stanno seguendo la vertenza hanno riassunto la situazione.
«Ancora nessuna soluzione positiva per i lavoratori della mensa del Responsible Research Hospital, che dal 1 settembre sono stati licenziati e messi in mezzo ad una strada. Ogni tentativo messo in campo da Filcams, Fisascat e Uiltucs Molise, ogni richiesta di incontro tanto nei confronti del committente quanto rispetto alla nuova azienda subentrante nel servizio (che da informazioni assunte sul posto sembra essere una azienda di Lucera) sono rimasti totalmente inascoltati. Nessuno dei soggetti direttamente coinvolti in questo dramma sociale sembra voler porre rimedio a quanto accaduto: le organizzazioni sindacali e i lavoratori di certo non arretrano e non si arrenderanno di fronte a questi ostacoli».
Il presidio di sindacalisti e addetti, fuori da quello che fino a qualche giorno fa era il loro luogo di lavoro, proseguirà a oltranza. Intanto le tre segreterie restano in attesa di comunicazioni da parte del presidente della Regione. «Le nostre istanze non si fermeranno – assicurano i segretari dei sindacati – La prima richiesta di incontro per effettuare il cambio di appalto del servizio di ristorazione è rimasta inevasa. Seguirà un ulteriore sollecito, per non lasciare niente di intentato: dopo di che attiveremo le procedure presso gli enti preposti, al fine di garantire la riassunzione degli operatori licenziati, che sono disponibili ad ogni soluzione pur di rientrare a svolgere il ruolo svolto per più di 20 anni».

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