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Sanità in affanno, Iorio: «Basta commissariamento, la gestione torni alla Regione»

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La sanità molisana continua a vivere momenti di forte tensione. Dopo gli ultimi episodi riguardanti il Pronto soccorso del Cardarelli di Campobasso e il laboratorio di analisi del San Timoteo di Termoli, dove i dirigenti medici sono stati costretti a sospendere le ferie per garantire il funzionamento dei servizi, le strutture molisane mostrano segni evidenti di affanno.
Sulla questione è intervenuto, durante il periodo di Ferragosto, l’ex governatore e oggi assessore regionale Michele Iorio, che ha rilanciato sui social l’urgenza di interventi strutturali e organizzativi.
Secondo l’ex governatore, per migliorare la sanità regionale bisogna «partire dall’attuazione della programmazione politica da parte della Regione Molise» e «ripartire dall’idea espressa più volte in Consiglio regionale dallo stesso presidente Roberti, idea che condivido pienamente», ovvero dall’integrazione tra ex Cattolica, oggi Responsible, e ospedale Cardarelli di Campobasso, con l’ospedale pubblico come polo universitario a gestione autonoma, «realizzando così un modello già presente in altre realtà, come ad esempio nella vicina Foggia, che porti non solo a un miglioramento dei servizi ma anche a possibili e consistenti risparmi in termini gestionali. È chiaro – ha aggiunto – che tutto questo porterà ad una nuova riorganizzazione, e non potrà prescindere da altre modifiche. Come quella della Asl Unica la cui gestione sarà indirizzata sugli ospedali di Termoli, Isernia e Agnone per attività individuate e concordate con le regole attuali che disciplinano la sanità. L’emergenza deve essere garantita dal servizio pubblico con possibili integrazioni con specifiche strutture private a seconda delle necessità, tra le quali certamente Neuromed».
Iorio ha anche criticato il commissariamento, definendolo «inadeguato» e incapace di portare benefici concreti al territorio dopo 16 anni, invitando il governo Meloni a restituire alla Regione la gestione sanitaria. Infine, ha ricordato come «l’unica vera riforma sanitaria c’è stata con la nascita della Asl Unica, frutto della politica regionale che, quando persegue obiettivi utili per i cittadini, riesce a mettere in campo azioni e modifiche che hanno un ritorno positivo sul territorio e sui cittadini».

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