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Saburro si dissocia, perde un pezzo la maggioranza

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Prima bufera politica sull’amministrazione comunale di Campomarino, a poco più di un anno dal suo insediamento. Il passaggio politico ed elettorale dello scorso anno a Campomarino non è stato vissuto in una continuità di rinnovamento come a Termoli, ma con più contrapposizione, tant’è che la vittoria del sindaco Vincenzo Norante è maturata sul filo di lana, a conferma di un travaglio che si era registrato anche nella fase di formazione delle liste, con scelte diverse riferite a ex componenti della maggioranza che sostenne il primo cittadino Piero Donato Silvestri. Chi già era finito in rotta alla fine del mandato precedente era Antonio Saburro, in bilico fino alla fine se entrare o meno nella nuova avventura, decisione assunta, ma non con estrema convinzione e tant’è, ora ne è già fuori. Già di recente era emersa una crepa nel rapporto in maggioranza, per la gestione del Bosco Fantine, ora lo strappo diventa definitivo. Il consigliere comunale ha annunciato la costituzione di un nuovo gruppo consiliare denominato “Campomarino Futura”. Saburro ha formalizzato la sua decisione e ieri ha debuttato in assise civica sotto le nuove insegne, nota indirizzata al presidente del Consiglio, al sindaco e al segretario comunale. La missiva, inviata anche tramite Pec all’indirizzo del comune, chiarisce che la formazione del nuovo gruppo nasce a seguito della sua uscita dal gruppo “Crescere Insieme”, nel quale era stato eletto. A motivare la scelta, si legge nel documento, è una “diversa visione su alcune scelte politiche e amministrative non condivisibili”. Le ragioni complete di questa decisione sono state esposte nel corso della seduta di ieri del Consiglio comunale, che ha visto affrontare anche due mozioni di sfiducia molto importanti, una nei confronti dell’assessore Romeo Sabatini e una nei confronti del sindaco Vincenzo Norante, da parte del gruppo consiliare di opposizione “Campomarino che vorrei”. «Si tratta di un momento cruciale per la nostra comunità, in cui vengono affrontate questioni delicate che riguardano la trasparenza, l’etica pubblica e la credibilità delle istituzioni. Ci sono inaspettati e colpi di scena!»

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