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Campobasso. Ricorso elettorale, umori diversi tra gli ‘sfidanti’

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Due umori differenti, così come le rispettive interpretazioni. All’indomani della notizia del completamento delle verifiche disposte dal Tar del Molise sul ricorso elettorale, i due diretti interessati – la sindaca Marialuisa Forte e il candidato sconfitto del centrodestra Aldo De Benedittis, che ha presentato il ricorso – restano cauti e prudenti nelle dichiarazioni, forse anche per una questione di scaramanzia, ma mantengono posizioni ben distanti. Il 16 luglio i giudici amministrativi daranno il loro verdetto sullo scorta di quanto emerso nella relazione tecnica delle schede e dei verbali. Le criticità riguardano un totale di 42 schede, suddivise tra le sezioni 4, 6, 8, 14, 23, 27, 31, 33 e 54, ma la cosiddetta “prova di resistenza”, ovvero il numero di voti contestati sufficiente a modificare l’esito dell’elezione, non sarebbe stata raggiunta.
«Siamo soddisfatti di quanto emerso dalle verifiche – ha commentato la sindaca Marialuisa Forte – e attendiamo con la massima tranquillità il pronunciamento dei giudici. Dal lavoro svolto dalla commissione in Prefettura si evince che i campobassani mi hanno voluta come sindaca e che dunque la volontà degli elettori è chiara, al di là delle poche criticità riscontrare». Forte rilancia dunque l’azione dell’amministrazione, senza dimenticare il contributo della minoranza di centrodestra che soprattutto nelle ultime settimane si è fatto più incisivo. «In commissione si sta lavorando alacremente, spalla a spalla per il bene della città, grazie all’impegno di tutti i consiglieri. Ora siamo alle prese con l’assestamento di bilancio che approveremo prima del 31 luglio e alla variazione dove cercheremo di inserire tutti gli interventi proposti dall’area moderata di centrodestra, che hanno ottenuto l’approvazione in Consiglio».
Insomma, in casa progressista, il clima appare piuttosto disteso.
Di segno decisamente opposto l’interpretazione di Aldo De Benedittis che confida, invece, in un possibile annullamento dell’esito elettorale. «Questo ricorso, in prima istanza, è basato sulla irregolarità delle operazioni di spoglio, non sul riconteggio delle schede. Irregolarità che pure sono emerse. Certo – ammette – io prima di essere un amministratore sono un avvocato e so perfettamente che ogni tribunale esprime un suo giudizio e ha un suo orientamento, ma ci sono due precedenti analoghi, quello più recente del Tar abruzzese sul voto di Pescara e soprattutto quello del tribunale amministrativo del Lazio sulle elezioni di Latina, che hanno disposto il ritorno alle urne. Attendiamo dunque la sentenza e qualora i giudici non dovessero accogliere il nostro ricorso – conclude – non ci stracceremo le vesti e continueremo a lavorare per il bene della città. Ma siamo comunque convinti della validità delle nostre richieste».

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