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direttore responsabile Luca Colella

Resta inerte l’istanza sul tavolo Gigafactory

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Che fine ha fatto la richiesta di un tavolo nazionale al Mimit sulla Gigafactory di Termoli? Avrebbe dovuto essere convocato entro luglio, domani entriamo nella settimana di Ferragosto. Intanto, nuovi scenari internazionali si affacciano, nell’asse tra Leapmotor e Stellantis. L’iniziativa di Leapmotor, segna un momento decisivo nell’industria delle batterie: il marchio cinese ha scelto di diversificare il proprio business, seguendo il modello BYD, e aprirsi alla fornitura di pacchi batteria sviluppati internamente a terzi, concentrandosi soprattutto sul settore dei veicoli commerciali elettrici. La strategia prevede l’assemblaggio e la progettazione dei pacchi batteria tramite la controllata Lingxiao Energy, mentre le celle provengono da fornitori leader come CATL. Leapmotor ha già ottenuto ordini da almeno cinque aziende attive nei veicoli commerciali e sta trattando con Xeazon, specializzata in camion elettrici. Nel primo semestre 2024, le installazioni di batterie commerciali in Cina sono cresciute del 126,2%, per 51,4GWh – numeri che testimoniano il dinamismo di questo mercato ora preferito rispetto alle auto private, dove le case sono meno disponibili a collaborazioni con concorrenti diretti. Ma cosa succede in Europa? Il caso Leapmotor ha avuto fin da subito una ricaduta pratica anche sulla strategia di Stellantis: la Gigafactory di Termoli, pensata per essere uno snodo fondamentale della transizione elettrica italiana, è bloccata da oltre un anno. L’investimento da 2miliardi di euro, con 400milioni dal PNRR, è stato congelato: le risorse pubbliche sono state revocate e il progetto è fermo senza tempi certi di ripartenza. Il rischio concreto è veder tramontare la trasformazione industriale promessa per il Mezzogiorno, mentre si prospetta la ripresa della produzione di motori tradizionali o trasmissioni, in contrasto con le ambizioni green annunciate in passato. La lezione che arriva da Leapmotor e dalla Cina indica invece una strada di innovazione e apertura alle partnership, mentre Stellantis ha scelto di investire in Spagna. Lo stabilimento di Saragozza è stato selezionato per ospitare la nuova Gigafactory, grazie alla collaborazione con CATL e a un investimento di 4miliardi di euro, sostenuto da aiuti statali e da costi energetici più bassi. La produzione prevista è di 500.000 batterie annue per modelli come Opel Corsa-e, Peugeot e-208 e Lancia Ypsilon elettrica, con la Spagna che diventa centro europeo della mobilità elettrica e delle tecnologie di accumulo. In sintesi: a fronte dell’espansione cinese e della svolta strategica di Leapmotor, in Italia il progetto di Termoli resta fermo, mentre Stellantis punta su Spagna e su partnership industriali che accelerano la decarbonizzazione e l’innovazione. È questo distacco tra la dinamica internazionale e la paralisi italiana che dovrebbe interrogare il dibattito pubblico e la politica industriale nazionale.

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