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Bojano. Cent’anni fa il ‘sogno americano’ tornò a casa

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Alla base del robusto cancello di ferro che fronteggia l’Istituto Francesco Amatuzio, sull’omonima via di Bojano, vi è uno zoccolo su cui è incisa una data, molto visibile: 1925. Questo segno ci ricorda che proprio 100 anni fa, esattamente il 9 agosto 1925 , veniva inaugurato il bello e maestoso Istituto, dono alla città del nostro concittadino Francesco Amatuzio.
L’Associazione “Amici di monsignor Antonio Nuzzi” e il Comune di Boiano intendono fare memoria dell’ avvenimento rinviando, per ragioni pratiche, la celebrazione a fine ottobre prossimo.
Giova però oggi meditare sull’importanza dell’avvenimento, soprattutto per tributare un doveroso omaggio alla figura di Francesco Amatuzio, protagonista di una magnifica storia densa di contenuti umani.
Nato a Bojano nel 1867 da famiglia indigente, emigrò negli Stati Uniti all’età di 14 anni per ricongiungersi al padre. Iniziò a lavorare come “ragazzo porta acqua” agli operai di un cantiere ferroviario nell’ hinterland di New York. Ragazzo versatile, capace, intraprendente, con una spiccata attitudine per gli affari, nel giro di pochi anni si cimentò in diverse iniziative, cambiando spesso mestiere e luoghi di lavoro. Sperimentò di tutto nel mondo della produzione, del commercio e della finanza, conquistandosi la stima e la fiducia di tanti personaggi importanti.
Ci sarà modo in prosieguo di considerare i diversi aspetti della storia di Francesco Amatuzio, divenuto in America Frank Maddas.
Grazie alla buona riuscita delle attività esercitate riuscì a cumulare un ingente patrimonio. Fece molti investimenti che si rivelarono fruttuosi e vincenti. Non dimenticò mai la sua terra di origine e soprattutto rimase fortemente legato alla sana educazione ricevuta in famiglia. Uomo di profonda fede cristiana, utilizzò i suoi averi per scopi filantripici e per beneficenza.
Fondò tra l’altro la Società di Mutuo Soccorso per aiutare gli emigrati che provenivano dall’Italia.
Nel 1922 tornò in Italia ed espose al vescovo di Bojano Romita l’intento di finanziare la costruzione di un grande edificio atto a ospitare una Istituzione di educazione e formazione dei giovani, soprattutto donne.
Affidò al notaio Alfonso Gentile il compito di curare e gestire la fase di progettazione e costruzione dell’opera che venne alla luce nel 1925. Il 9 agosto dello stesso anno, con una imponente e solenne cerimonia, alla quale parteciparono cittadini e tante autorità dell’epoca.
L’edificio grande 1.100 mq era fornito di tutti i servizi, non immaginabili in quel tempo: luce, acqua corrente, bagni, riscaldamento a termosifone, biblioteca, aule, cameroni, saloni, cappella, un enorme giardino e tanto altro.
La struttura divenne subito operativa e funzionale, accogliendo tanti ragazzi e ragazze. Dapprima si chiamò Scuola di Metodo e poi Scuola Santa Caterina da Siena. Si erogava un’attività didattica a tutto campo, con percosso formativo triennale, aperto a discipline umanistiche, scientifiche, di tirocinio e pratiche. Successivamente l’Istituto ha curato l’attività di collegio idoneo a ospitare studentesse molisane, abruzzesi e pugliesi. Oggi la struttura gestisce una scuola per la prima infanzia.
Eretto a Ente Morale dal vescovo Romita, l’Istituto è ed è stato gestito dalle Suore Discepole di Gesù Eucaristico, che hanno conferito all’Opera il loro carisma spirituale. Queste Suore da moltissimi anni curano tutte le attività necessarie a tenere in vita la grande opera voluta da Francesco Amatuzio garantendone lo spirito iniziale e le alte finalità. Ricordiamo che queste Suore furono vicine a don Antonio Nuzzi e lo sostennero allorché nel 1951 fu fondata la Casa di Ricovero SS. Gesù e Maria.
Antonio Romano

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