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Concerto per Bojano: quando la musica diventa impegno civile e visione di futuro

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Non è stato un semplice concerto, e forse nemmeno uno spettacolo. Il “Concerto per Bojano”, andato in scena mercoledì scorso – 20 agosto – sotto luci ed ombre del Matese, è apparso piuttosto come un atto collettivo di amore, memoria e futuro. Una dichiarazione corale che ha unito la lingua universale della musica a immagini, racconti e suggestioni, in un dialogo continuo tra la storia di un territorio millenario e le sue possibilità di rinascita.
Dietro l’idea, l’intuizione di Nino Perrella, imprenditore prestato al mecenatismo contemporaneo: convinto che il patrimonio naturale e culturale del Matese non sia soltanto scenario, ma eredità da difendere, ha immaginato il concerto come strumento di richiamo identitario e insieme di mobilitazione civile. Il risultato è stato più di due ore e mezza di emozioni, in cui le canzoni hanno smesso di essere solo intrattenimento per diventare veicolo di messaggi: pace, inclusione sociale, tutela ambientale, rispetto per l’infanzia.
Ad alternarsi con la musica, infatti, sono stati i contributi visivi di Massimo Martusciello, instancabile studioso delle risorse del Parco del Matese. Le sue fotografie e i suoi documentari, spesso inediti, hanno restituito ai presenti una Bojano che forse si guarda poco allo specchio: ricca di biodiversità e di paesaggi ancora incontaminati, ma anche fragile, bisognosa di tutela e valorizzazione.
Non è mancata la suggestione delle immagini generate con intelligenza artificiale: interpretazioni visionarie di una città che fu e che potrebbe tornare ad essere. Un’operazione che non si è ridotta a esercizio estetico, ma che ha posto domande concrete: quale futuro vogliamo per il nostro territorio? Cosa accadrebbe se davvero facessimo ciascuno la nostra parte? Su questo ha insistito il professore Giancarlo Marra, tra i protagonisti della serata, invitando a un orgoglio bojanese che non si fermi al ricordo, ma spinga all’azione.
Il palcoscenico è stato attraversato da tre generazioni: un padre, una figlia e persino un nipotino “in arrivo”, simbolo della continuità di una comunità che non smette di riconoscersi in ciò che la unisce. E, come spesso accade, è stata la musica a farsi ponte.
L’ospite più atteso, Antonello Carozza – volto noto di talent televisivi e manifestazioni internazionali, dal Festival di Sanremo all’Eurovision – ha scelto di rendere omaggio ai Queen, con un medley che ha trasformato la platea in un coro spontaneo: «Freddie Mercury ormai fa parte della mia vita. So che il pubblico si aspetta quelle canzoni da me: allora cantiamole insieme» – ha detto l’artista prima di lanciarsi in una performance che è stata al tempo stesso consacrazione e condivisione.
Accanto a lui, una band di musicisti locali e nazionali capitanata da Oreste Sbarra ha offerto prova di talento e radici, dimostrando come anche da piccoli centri possano emergere eccellenze musicali capaci di calcare qualsiasi palcoscenico.
Uno dei momenti più intensi è stato la riproposizione del video “Vivi Bojano Vivi la Natura”, prodotto nel 2013 dall’azienda Perrella. Un documento che, a distanza di dodici anni, suona sorprendentemente attuale: perché richiama al rispetto delle risorse naturali, a partire da quella più preziosa e fragile, l’acqua. Bojano “caput fluminis” – alla sorgente di fiumi che da sempre alimentano la parte migliore della sua vita economica e sociale – si è trovata così al centro di una riflessione ambientale ampia, che dal bene locale si spinge al valore universale.
La mezzanotte ha segnato il passaggio simbolico verso un ultimo messaggio: un pensiero alle terre martoriate e ai bambini vittime della guerra. Una canzone struggente, scelta non casualmente, ha chiuso la serata ricordando a tutti che parlare di pace non significa indulgere in retorica, ma ribadire un’urgenza di fronte a un mondo che spesso appare sordo.
Non si può ignorare, infine, il ruolo della famiglia Perrella, che dal 1958 lega la propria esperienza di impresa al territorio matesino. Conosciuta a livello europeo per i suoi prodotti caseari, ha scelto di farsi promotrice di un evento che non parla di marketing, ma di identità. Questo orgoglio, nato a Bojano quasi settant’anni fa, oggi è diventato filosofia: raccontare e valorizzare la terra che ti ha dato le radici, restituendole attenzione e cura.
«Superfluo dissimulare l’orgoglio per l’impresa Perrella che da circa quindici anni ha sposato questo credo –spiega Anna Carmen Perrella – e l’auspicio è quello che possa veicolarlo altrove insieme ai suoi prodotti che hanno varcato i confini nazionali e ormai presenti su larga scala europea, ma sempre nel rispetto e l’amore per una Bojano dove tutto ha avuto inizio».
Il successo più grande, forse, è stato raggiunto: quello di accendere una luce diversa su quei cittadini bojanesi troppo inclini a una certa bonaria apatia, consolati più dal ricordo del passato che dall’impegno per il presente.
Il “Concerto per Bojano” ha dimostrato che esiste un’altra via: intrecciare creatività, memoria storica e sensibilità civile per far diventare un evento culturale anche un progetto di comunità. Davanti a un Matese che chiede di essere ascoltato, e a una città che può tornare protagonista non solo nelle cartoline, ma nelle vere traiettorie di futuro.

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