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Molise senza treni per Roma, «rischio isolamento sociale»

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A partire dal 5 agosto e fino al 12 settembre 2025, tutti i collegamenti ferroviari tra Isernia e Roma sono sospesi a causa di lavori infrastrutturali sulla tratta compresa tra Ciampino e Colleferro. Una chiusura temporanea che, secondo la Uil Pensionati del Molise, si traduce in un vero e proprio colpo ai diritti di mobilità dei cittadini, in particolare per le fasce più fragili della popolazione come gli anziani.
La misura, che coinvolge un numero significativo di pendolari e viaggiatori, prevede l’attivazione di un servizio sostitutivo su gomma con partenza da Campobasso e coincidenza via Cassino. Ma già nelle prime ore dall’avvio, questa soluzione si è dimostrata gravemente inadeguata, sollevando forti perplessità da parte del sindacato.
Secondo Claudio Perna, segretario regionale della Uil Pensionati, «i tempi di percorrenza dilatati, la scarsa disponibilità di posti a bordo, e soprattutto la totale assenza di autobus attrezzati per accogliere persone con fragilità o disabilità, rendono il viaggio impraticabile per molti cittadini ultrasessantacinquenni». Non solo un disagio logistico, dunque, ma una violazione concreta del principio di accessibilità universale, tutelato a livello europeo e nazionale, oltre che richiamato nella Carta dei diritti del passeggero stilata dalla stessa Trenitalia.
Per moltissimi pensionati molisani, sottolinea ancora Perna, la tratta Isernia-Roma non ha un valore turistico, bensì rappresenta un collegamento essenziale per accedere a cure mediche specialistiche, terapie ospedaliere, o per mantenere rapporti familiari con figli e nipoti che vivono fuori regione. L’interruzione del servizio senza un adeguato piano alternativo penalizza in modo particolare chi, già oggi, si trova a combattere contro l’isolamento sociale e la mancanza di autonomia.
Il sindacato denuncia inoltre l’assenza di misure compensative reali e accessibili, nonché il mancato potenziamento immediato del servizio sostitutivo. Una situazione che – ammonisce il sindacato – rischia di istituzionalizzare una mobilità “a due velocità”, dove i cittadini dei territori interni vengono sistematicamente penalizzati rispetto a quelli dei grandi centri urbani.
«Non accetteremo mai – conclude il segretario della Uil Pensionati – che la mobilità diventi un lusso riservato a pochi. Ogni cittadino ha diritto a spostarsi in modo sicuro, dignitoso e autonomo, a prescindere dalla propria condizione economica, sanitaria o anagrafica. È ora che le istituzioni e le aziende di trasporto inizino a pianificare con responsabilità, tenendo conto delle esigenze reali dei territori e delle persone più vulnerabili. I pensionati molisani non sono cittadini di serie B».

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